SYMPATHY

SYMPATHY

Briton Riviere 1878

C’era una volta una bambina di nome Charlotte.

Viveva a Londra in una splendida villa ottocentesca assieme ai suoi genitori, alla domestica e al maggiordomo.

Charlotte era una graziosa bambina dagli occhi cerulei e i capelli ramati. Le piaceva trascorrere i pomeriggi in giardino a osservare i piccoli animali che animavano le piante e i fiori. A volte si sdraiava sul manto erboso ad osservare le nuvole plasmate dal vento e a parlare con le farfalle e le coccinelle che amava in modo particolare.

Un tardo pomeriggio, di ritorno dal giardino, Charlotte si imbatté in un uomo alto e anziano con in mano una valigetta marrone. L’uomo la guardò, la salutò e le sorrise dolcemente, poi se ne andò. Poco dopo comparve suo padre che la invitò a seguirlo nel salone perché le doveva parlare.

Il papà le disse che la mamma era molto malata e che probabilmente non sarebbe riuscita a vedere la prossima primavera.

Fu un duro colpo per Charlotte che si buttò tra le braccia del padre piangendo.

Nei giorni seguenti Charlotte era molto triste, tranne quando andava a trovare sua mamma. Non si tratteneva a lungo nella sua camera per paura di stancarla troppo. Spesso si sedeva sul suo letto a raccontarle delle bellissime coccinelle che aveva trovato in giardino.

La sera Charlotte, prima di andare a dormire, spesso piangeva, ma non si dimenticava mai di dire la preghiera. Si rivolgeva ad un angelo, lei lo chiamava  “l’angelo delle coccinelle”, e gli chiedeva di far guarire la sua mamma e di aiutarla ad essere sempre allegra per poterla andare a trovare e trasmetterle felicità.

Una mattina, mentre scendeva le scale fu presa d’assalto giocosamente da un cagnolino. Era un giovane labrador color panna. Charlotte era sorpresa e non riuscì a dire nulla finché il cane non smise di leccarle il viso.

“Papà, di chi è questo cane?” chiese la bimba incuriosita

“Mia dolce Charlotte, visto che stai passando un periodo un pochino difficile, ho pensato che avere un amico ti avrebbe ridato il sorriso. Hai visto com’è bello? E guarda come gli stai simpatica” le rispose il papà.

“Ma io non ho bisogno di amici, ce li ho già, e io sorrido sempre!” esclamò irritata.

Charlotte risalì subito le scale e si chiuse in camera sua.

Il cagnolino la seguì e iniziò a grattare la porta per avvertirla che voleva entrare.

Charlotte aprì la porta e urlò: “Vattene via! Non ho bisogno di te, io ce li ho già degli amici! Vattene!”

Sbatté la porta e corse sul letto a piangere. Il cagnolino non si spaventò e decise di rimanere davanti alla sua porta per tutto il tempo che Charlotte sarebbe rimasta chiusa in camera sua.

Nel pomeriggio a casa di Charlotte arrivò la sua migliore amica Grace, una bambina della sua stessa età con cui si vedeva spesso nei fine settimana.

Nonostante l’apparente indifferenza di Charlotte, il cagnolino continuò a seguirla scodinzolante.

“Che bel cagnolino Charlotte! Come si chiama? chiese l’amica

“Non lo so come si chiama. Non è il mio cane.” le rispose

“Sei sicura? Continua a seguirti e a guardarti” insistette Grace

“E’ il cane di papà. Papà ora è al lavoro e allora segue me.” spiegò Charlotte

“Tua mamma come sta?” chiese Grace

“Mia mamma sta bene. Presto potrà uscire in giardino a fare le passeggiate” rispose fiera Charlotte

“Ne sei proprio sicura? Mia mamma ha detto che non sta per niente bene e che forse rimarrai da sola col tuo papà” continuò Grace

“Non è vero! Tua mamma è una bugiarda! E poi lei cosa ne sa? Mamma presto guarirà, deve solo riposare ancora un po’. Hai capito?” disse Charlotte scocciata

“Mia mamma non dice bugie. Ha detto che è una malattia molto brutta e che non si guarisce.” continuò l’amica.

“Basta! Stai zitta! Me ne vado, non voglio più essere tua amica. Tu non sei una vera amica.” urlò Charlotte e corse in casa.

La bimba corse fin sopra le scale e si sedette sul primo gradino in alto, appoggiò il mento sulla mano destra e alzò lo sguardo chiedendo aiuto all’angelo delle coccinelle.

Poco dopo le si sedette accanto il giovane labrador che dolcemente appoggiò il muso sulla sua spalla sinistra e volse lo sguardo nella stessa direzione di Charlotte.

“Lo vedi anche tu? Riesci a vedere anche tu l’angelo delle coccinelle?” gli chiese lei

Il cane le rispose con una leggera leccata sull’orecchio sinistro.

Charlotte sorrise per il solletico. Poi, guardando il cagnolino negli occhi: “Tu sei mio amico, sei il mio migliore amico e ti chiamerò Angel perché sei bianco e perché ti ha mandato l’angelo delle coccinelle”

La bimba abbracciò forte il suo nuovo amico scodinzolante: “Grazie Angel, grazie per essere qui con me. Scusa se ti ho trattato male. Ti voglio bene”

Charlotte e Angel non si separarono più da allora.

Un pomeriggio, mentre erano in giardino a giocare, comparve la mamma di Charlotte.

Era in piedi, camminava e le sue guance erano dello stesso colore delle rose appena sbocciate.

Sua mamma era guarita. La bimba felice le corse incontro assieme al suo fedele e migliore amico Angel.

 

 

 

 

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