VAMPIRO

VAMPIRO

Edvard Munch

Mi sento mancare il respiro, per un attimo solo, so che sto per morire. Questo è l’istante più bello e

profondo della mia vita ..lo stesso istante di quando vidi lei per la prima volta..

 

Avevo una vita che si potrebbe definire “regolare”, un buon lavoro, una bella macchina e da poco

un nuovo e moderno appartamento. E’ così che funziona quando lavori nel campo della pubblicità.

Guadagni grazie all’istinto materialista dei consumatori, stirpe di superficiali e frustrati, eredi della

rivoluzione industriale e condottieri della globalizzazione.

Non sono mai stato un fruitore dei beni da me pubblicizzati; ciononostante considero il mio un

lavoro artistico, frutto non solo di tattiche commerciali ma soprattutto di profonde conoscenze

antropologiche.

Ultimamente stavo dando una mano ad un amico e collega per la messinscena di una réclame su un

prodotto a me quasi sconosciuto, il burro cacao.

 

Sono un uomo dalle labbra sottili, alcuni mi definirebbero “cattivo” per questa mia caratteristica, ed

inoltre non ho mai frequentato luoghi che necessitassero l’uso di tale oggetto come la montagna.

Lo spot infatti fu girato proprio in alta quota, forse a circa 2300 m di altitudine. Era la prima volta

che affrontavo delle temperature così rigide e non mi sentivo per niente a mio agio. L’aria pungente,

il vestiario ingombrante e tutto il manto di neve, tutto questo bianco…troppo bianco!! Mi chiedevo

che senso avesse girare la pubblicità di un burro cacao bianco su di uno sfondo bianco.

Non vedevo l’ora che arrivasse il mio collega per dirgliene quattro sulla scelta della location quando

in mezzo alla troupe tutta imbacuccata, si accese lei, la modella dello spot, una ragazza dai capelli

lunghi e mossi, color rubino. Apparve come un incendio improvviso, come una ferita mortale sullo

quello sfondo così bianco, così perfetto. Mi sentii mancare il respiro, per un attimo solo, credetti di

morire; quella ragazza mi aveva come privato per un istante della mia anima, succhiandola fino ad

atrofizzarla.

Il mio sguardo si scolpì su di lei tanto che le palpebre si rifiutarono di chiudersi per non privarmi

nemmeno per una frazione di secondo di cotanto abbagliante splendore. Io e la montagna non

eravamo mai stati così simili, immobili, congelati, mentre dentro, nel profondo, un percorso di lava

circolava per le mie vene e arterie e il cuore pompava ardore a più non posso.

Si girò, i suoi capelli rossi si mossero come turbini di fuoco e i suoi occhi incrociarono i miei. In

Quell’istante fu come essere divorato allo stomaco da un branco di lupi. Sentii premere sul

diaframma. Era come se ogni sua ciocca si stesse attorcigliando attorno al mio corpo

imprigionandomi. Ero paralizzato e di lì a poco ero certo che sarei diventato cenere. Il calore che lei

emanava era insopportabile per un essere umano.

Si avvicinò, il rumore dei suoi passi nella neve mi ricordavano lo scoppiettio del fuoco nel camino.

Passo dopo passo, sentivo quel fuoco bruciarmi sempre di più. Finchè giunta di fronte a me, tese la

mano per presentarsi. Pensai di non poterla toccare perchè sarei sicuramente morto. Ma

l’innamoramento porta con sé anche un briciolo di istinto suicida e così le strinsi la mano.

Tutti i miei recettori divennero iperattivi, la pelle si accapponò su tutto il mio corpo, ormai non

avevo più saliva, né riuscivo più a sudare. Le guardai le labbra. Mai avevo tanto desiderato un

prodotto pubblicizzato, ma in quel momento avrei dato qualsiasi cosa pur di diventare io stesso quel

burro cacao che si sarebbe adagiato, succube, morto, senza vita su quelle sue labbra pulsanti di

adulazione.

Poi si allontanò, le riprese stavano per iniziare, ed io mi risvegliai dall’incantesimo, le gote bollenti

assalite dal freddo pungente, mi venne pure una gran fame.

Questo fu quello che successe quando mi innamorai di mia moglie. E lo racconto, qui sul letto di

morte, perchè io faccio pubblicità. E mai come allora fui così felice di testare questo prodotto, di cui

fanno uso tutti e di cui non può fare a meno nessuno……l’Amore.

 

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