RAGAZZA IN UN BOSCO

RAGAZZA IN UN BOSCO

Vincent Van Gogh

Ero giunta da poco con la mia famiglia in questa piccola comunità di duemila anime circa.

Mamma non stava tanto bene e così papà aveva deciso di portarla in un luogo tranquillo, lontano

dallo stress quotidiano, vicino all’aria pulita delle campagne.

Papà aveva ereditato una casa da sua nonna nei pressi del Rodano; una casa enorme circondata da

ettari ed ettari di terreno. Ad occuparsi della casa e del giardino durante il corso degli anni c’era

Virgile, un anziano signore nativo del posto già custode della casa ai tempi della nonna.

Sapevo che la città mi sarebbe mancata da morire e che mi sarei annoiata in un posto del genere, ma

poi, pensando alla salute di mamma, tutto passava in secondo piano e le giornate trascorrevano

velocemente tra i compiti, il computer e la musica.

Un pomeriggio decisi di spezzare l’abitudine e uscii di casa per fare un giro nel bosco vicino.

Era autunno e vi erano dei colori sensazionali: marroni intensi, arancioni scintillanti e rossi vivi.

Passeggiando di qua e di là mi imbattei in un albero diverso dagli altri; un albero enorme, dal tronco

robusto. A differenza degli altri alberi questo aveva dei rami che si allungavano verso i rami dei

vicini come alla ricerca di un intreccio, mentre tutti gli altri tendevano i propri rami egoisticamente

verso il cielo.

 

Poi notai subito un altro particolare: sul tronco dell’albero vi era una grande incisione, come una

cicatrice profonda, lunga almeno due metri.

Mi avvicinai per guardare meglio e infilai due dita nel solco; le dita si incastravano a perfezione ma

sentii qualcosa di umido e staccai subito la mano. Mi guardai le dita ed erano ricoperte di un liquido

rosso sangue; per un attimo rimasi col fiato sospeso finché Virgile non mi chiamò:

“Adele, non dovresti stare nel bosco da sola.”

“E perché mai Virgile? Di cosa dovrei avere paura?”

“Beh, non si sa mai…potrebbe passare qualche male intenzionato. Una ragazzina bella e giovane

come te..”

“Sì, beh…forse avete ragione, ma io…stavo solo facendo una breve passeggiata. Ora però andrò a

casa, anche perché toccando quest’albero mi sono tagliata”

“No Adele, non ti sei tagliata. Quello che vedi sulle tue dita non è sangue”

“Come sarebbe? E allora che cos’è?”

“E’ una resina. Una resina particolare che solo quell’albero è in grado di secernere.”

Nonostante non fossi mai stata un’appassionata di botanica, la mia curiosità riguardo a questa resina

rossastra fu notevole.

 

“E come mai solo quest’albero la produce?”

“Oh beh…è una storia lunga e triste…non credo adatta alle orecchie di una ragazza per bene come

te”

“Se prima ero curiosa ora lo sono molto ma mooolto di più! Per favore Virgile mi racconti questa

storia”

“Devi sapere Adele che tutti gli alberi hanno un’anima al loro interno. Alcune anime sono più

giovani, altre più mature, altre ancora sono belle, altre maligne, ma tutte servono a nutrire gli alberi”

“Quindi ogni albero nasce come noi con un’anima all’interno del suo tronco”

“Non esattamente cara Adele, non esattamente. Gli alberi nascono senza anima. Sono le anime che

poi entrano negli alberi.”

“Non capisco. E come fanno ad entrare negli alberi? Da dove vengono queste anime?”

“Siamo noi che gli doniamo l’anima quando moriamo.”

“Quindi quando si muore l’anima va all’interno dei tronchi degli alberi?”

“Esatto”

“E la resina?”

“La resina è il pianto dell’anima all’interno dell’albero; se è rossa come quella che hai toccato tu

significa che l’anima al suo interno è impura”

“Impura? In che senso?”

“Nel senso che è appartenuta ad una persona che ha peccato con la lussuria”

“Lussuria?! Ah.. un’anima sporcacciona!…ops scusi Virgile”

“Non scherzare con le anime ragazzina! Potrebbero sentirti e decidere di farti pagare la tua mancata

indulgenza”

“Stavo solo cercando di sdrammatizzare un po’…ehm…ma quindi all’interno del tronco che ho

toccato vive l’anima di qualcuno che ha peccato e lei Virgile ne conosce la storia, vero?”

“Sei un’anima troppo curiosa Adele e ora che ci penso in questo bosco non vi sono alberi curiosi..”

“Cosa vorrebbe dire?”

“La giovane Rose era solita passeggiare per questi boschi.. proprio come hai fatto tu questo

pomeriggio. Le piaceva osservare i raggi di sole penetrare tra i rami degli alberi, guardare i

meravigliosi colori delle foglie nel cambio di stagione e nascondersi dietro ai tronchi a spiare.”

“Spiare? Chi?”

“Alla giovane Rose piaceva nascondersi dietro ai tronchi degli alberi e spiare  i maschi nei boschi”

“E cosa facevano i maschi nei boschi?”

“Cose impure, riversando la lussuria sui loro propri corpi, dandosi piacere da soli”

“Cioè? Guardava i ragazzi mentre si masturbavano?”

“Ragazzina!! Bada a come parli! Non usare termini che potrebbero scaturire gravi conseguenze”

“Ma ho soltanto detto che..”

“Zitta! A Rose piaceva guardare, oh sì, le piaceva… Quel pomeriggio venne nel bosco con un

vestito bianco, gli stivaletti e quel suo solito cappello col fiocco rosso. Si avvicinò di albero in

albero, si sentì lo scroscio delle foglie schiacciate dai suoi scarponcini; con una mano alzò

leggermente il vestito per paura di sporcarlo; finché si nascose dietro a questo tronco in attesa di

scorgere qualche immagine depravata.”

All’improvviso notai che Virgile aveva lo sguardo fisso verso il tronco proprio come se vedesse la

giovane Rose lì appoggiata. Per un attimo mi vennero i brividi in tutto il corpo e mi sentii addosso

la pelle d’oca. Quell’uomo aveva visto qualcosa di terribile.

“Quel vestito era davvero bianco…troppo bianco per una peccatrice come Rose… Fu ritrovata

l’indomani completamente nuda, ricoperta di foglie autunnali con in bocca la terra.”

“Oh mio Dio, ma è una storia terribile!! Povera Rose! Chissà la sua famiglia! Vivono ancora qui?”

“Questo è quello che succede quando si ha un’anima impura”

 

“Ma quindi la sua anima si trova dentro a questo tronco? E il suo corpo? L’hanno sepolta nel

cimitero del paese?”

“Sì.. ehm…deve essere una di quelle tante tombe”

“Andrò a cercarla e le porterò dei fiori”

“Un’anima curiosa come la tua non l’ho proprio mai vista tra questi alberi….”

“Cosa? ..ehm.. ah sì?.. beh si è fatto tardi.. meglio che torni a casa”

“Passa di qui domani pomeriggio ti racconterò la storia di quel tronco laggiù, ti piacerà”

“Oh sì, certo. Grazie Virgile, arrivederci.”

Scappai a casa, veloce, impaurita da quel racconto e da quell’uomo.

L’indomani andai al cimitero a cercare la tomba della giovane Rose. Girai dappertutto senza

trovarla; decisi allora di chiedere al custode e mi disse che non fu mai messa nel cimitero del paese

in quanto non ne fu mai ritrovato il corpo.

Ma allora Virgile come faceva a sapere che fu ritrovata coperta di foglie e con la terra in bocca?

Un dubbio terribile offuscò i miei pensieri.

Attesi che Virgile andasse via con la sua auto e tornai nel bosco al tronco di Rose.

Lo guardai con attenzione, infilai le dita nel taglio profondo, guardai la resina color sangue. Cadde

un pezzo di corteccia. Intravidi un incavo profondo.. molto profondo. Strappai un altro pezzo di

corteccia, e un altro ancora; sembravano incollati come fosse un puzzle e alla fine  la trovai…

“Così tu saresti l’amica guardona di Rose?”

“Virgile!”

“Sei venuta a trovare Rose? Beh, come vedi, è rimasta lì per parecchio tempo ad aspettarti”

All’interno del tronco vi era uno scheletro ricoperto di terra e foglie.

“Sai Adele, anche Rose era curiosa, proprio come te. Le piaceva spiarmi mentre ero nel bosco e

pensavo a lei. Mi guardava ma se mi avvicinavo in paese mi evitava come la peste. Alla fine ho

pensato che un po’ dovevo piacerle e così ho deciso di accontentarla. Le ho dato quello che voleva,

capisci? Com’era bianco quel vestito.. troppo bianco, e la sua pelle bianca…troppo bianca. Mi sono

presa la sua anima e poi l’ho donata all’albero.”

“Ma tu l’hai uccisa!”

“Non esattamente Adele. Ho messo della terra in quella sua boccuccia di malfattrice, l’ho cosparsa

di foglie e fango e poi l’ho messa all’interno del tronco di quest’albero e, pezzo dopo pezzo, ho

ricomposto la corteccia sigillandola…Rose era ancora viva…E’ stato l’albero a farla spirare.”

“Virgile, lei ha dei grossi problemi mentali, lo sa? Lei ha fatto una cosa abominevole!”

“Anche tu come Rose ti sei addentrata nel bosco per spiarmi vero? Dì la verità ragazzina

scostumata!”

“Io…io.. credo di non sentirmi tanto bene..”

“Oh lo credo bene, è la tua anima che viene richiamata dagli alberi. Gli alberi mi stanno chiedendo

di dare loro la tua anima. Avanti Adele vieni qui, vieni che ti faccio vedere da vicino, come ho fatto

con Rose. Voleva vedere da vicino…vieni Adele…vieni!

Scappai, scappai con tutta la forza che avevo nelle gambe, scappai da quell’orco, maniaco,

assassino. Non riuscì a starmi dietro, era anziano, malato. Andai a casa e mio padre chiamò subito

la polizia.

Virgile fu preso e i resti di Rose furono estratti dal tronco e dati alla famiglia affinché avesse una

degna sepoltura.

Quando mia madre si sentì meglio decidemmo di tornare in città e prima di partire andai nel bosco

con mio padre. Mi avvicinai all’albero che fu prigione e tomba di Rose per tanti anni e notai che vi

era ancora la resina rossa.

Mi guardai attorno e chiusi gli occhi per un attimo…forse Rose non era stata l’unica vittima, forse

quegli alberi custodivano molte altre anime, forse se gli alberi avessero potuto parlare…

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