RAGAZZA ALLA FINESTRA

RAGAZZA ALLA FINESTRA

Salvador Dalì

Quasi quasi rimango qui! Ma sì, chi vuoi che se ne accorga che sono sparita, e anche se qualcuno se

ne accorgesse, poco mi importerebbe.

Questo è uno di quei luoghi in cui rimanere per sempre, in cui ogni cosa che si guarda meriterebbe

uno scatto fotografico mentale, da memorizzare nitido, perfettamente a fuoco ogni qualvolta lo si

voglia ricordare.

 

Ho tanti ricordi meravigliosi della mia infanzia che vorrei rivivere ora; ricordi talmente presenti

nella mia testa da poterne fare un dipinto. E poi ci sono quelli un po’ meno belli, quelli che vorrei

cancellare, che mi hanno accompagnata verso la maturità. Se qualcuno mi dovesse chiedere qual è il

mio più grande desiderio, beh, non avrei dubbi, è quello di tornare indietro nel tempo, a quando ero

una ragazzina, quando forse avrei potuto cambiare il decorso degli eventi e far sì che tu oggi fossi

ancora qui.

Cerco di non fermarmi in questo periodo, ho voglia di viaggiare, di allontanarmi e poi tornare e le

mie mete diventano di anno in anno sempre più distanti. Chissà che questo voglia significare un

desiderio ancora timido di scappare per sempre dalla mia realtà che, ancora, ti appartiene così tanto.

Sì perché non c’è giorno in cui il mio pensiero non vada a te. Per molti sembrerà banale o immaturo

che io non me ne sia fatta ancora una ragione, ma è proprio il concetto di “ragione” che mi lascia

perplessa in quanto sono più che certa che una ragione non c’è e non ci sarà mai, e se dovessi, per

assurdo, un giorno trovarla, ciò significherà che ti avrò dimenticata per sempre.

 

Il mare oggi a Cadaqués è strano. E’ apparentemente calmo, ma sembra nascondere sotto alla calda

superficie una veloce e travolgente corrente di acqua gelida. E il cielo con i suoi colori blu violacei

sembra richiamare il mare a sé; c’è solo quella distesa di terra all’orizzonte che li separa, altrimenti

nessuno se ne accorgerebbe della differenza.

Anche noi due eravamo così, simili ma diverse e soprattutto complici. Gli stessi sguardi, lo stesso

linguaggio espressivo, il nostro codice segreto con cui scambiarci pensieri tristi o divertenti.

Mi manca quella complicità. Fossi stata qui, a fianco a me, a guardare fuori da questa finestra,

avresti avuto gli stessi miei pensieri riguardo al cielo e al mare; saresti stata proprio qui, alla mia

sinistra, appoggiata anche tu al davanzale, avrei sentito il tuo respiro, il contatto del tuo braccio

contro il mio. Mi avresti chiesto dove mi sarebbe piaciuto andare nel mio prossimo viaggio e io ti

avrei risposto ovunque a condizione che ci fossi anche tu con me.

Non ce la faccio, non ci riesco! Sono in questo posto meraviglioso e mi sento una nuvola carica di

lacrime. Ho cercato di concentrarmi su altro, di dedicare tempo agli amici, alle persone bisognose,

 

ma quando rimango sola con me stessa non riesco, mi sento mutilata, derubata del mio più grande

tesoro, privata di una parte del mio cuore e fa male, tanto male!

Noi ci apparteniamo, siamo l’una parte dell’altra, ed è vero che tu continui a vivere in me. Anno

dopo anno ti somiglio sempre più e questo mi fa stare ancora peggio. Che senso ha avuto darmi così

tanto amore, legarmi così tanto a te per poi perderti all’improvviso? Che senso ha?

Vivo di ricordi di vita quotidiana, ricordi di famiglia, io, tu e papà a tavola assieme, tu che stiri e io

che faccio i compiti, una canzone alla radio e i nostri sguardi complici. Vivo di questo tutti i giorni.

Forse mi sto perdendo il presente? Forse non m’importa del futuro? Sì, forse è così..

I sapori sono consunti, i colori sbiaditi, la vita greve. L’esistenza è sopportazione. Il cammino senza

te non è stato arduo ma insensato. Le mie gioie e miei dolori senza te sono solo reazioni fisiologiche

del mio corpo.

Non riesco a distogliere lo sguardo dal mare. Per me è come guardarsi allo specchio perché in me

regna l’abisso, quel profondo blu, triste e soffocato che urla e ti chiama, ma che nessuno è in grado

di sentire. Ma tu mi senti mamma? Senti quanto ho bisogno di te? Aiutami mamma, riportami in

superficie. Dammi la forza di andare avanti!

“Amore chiudiamo la finestra ora, mi sa che sta arrivando il temporale”

“D’accordo mamma, però prima abbracciami forte, ancora una volta mamma, abbracciami forte

forte”

 

 

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