DONNA CHE SCRIVE UNA LETTERA IN PRESENZA DELLA DOMESTICA

DONNA CHE SCRIVE UNA LETTERA IN PRESENZA DELLA DOMESTICA

Jan Vermeer

“Signora, con permesso”

“Sì Audette, entra pure. Dimmi”

“Mi scusi se Vi disturbo Signora, ma c’è una lettera per Voi”

“Una lettera? Davvero? Buon Dio! Presto, dammi qua!”

 

“Prego Signora. Nel frattempo mi permetto di portarVi via il vassoio della colazione, se non Vi

dispiace”

“No, no. Ferma lì, Desidero che tu rimanga. Guarda un po’, è una lettera da parte di quella scellerata

di Miriam. Ma come diamine si permette di scrivermi?!Ah, è assurdo, non dovrei nemmeno

leggerla dopo tutto quello che ha combinato!”

“Ma Signora, permettetemi solo di ricordarVi che trattasi di Vostra figlia”

“Mia figlia? E tu definiresti una tale infame “mia figlia”??!”

“Ma Signora, mi permetto di suggerirVi che leggere la lettera non vi costa nulla e in ogni caso in

codesta stanza vi siamo solo Voi e io”

“Sì, .. beh…,è vero.. Dunque proverò a fare codesto sforzo. Ma voglio che tu rimanga qui ad

ascoltare poiché la leggerò a voce alta. Dunque, già rivedere la sua calligrafia così infantile mi reca

disturbo, non ha mai voluto applicarsi come si deve..”

“Signora, mi permetto di”

“Va bene, va bene, ora la leggo! “Amatissima madre, i giorni che sono passati dall’ultima volta che

vi ho vista, si sono accumulati al punto da divenire una vera ossessione. Non v’è istante in cui non

vi pensi e in cui non rimembri l’ira con cui mi avete cacciata di casa. Nonostante ciò, madre, io non

vi porto rancore e sono certa che, in cuor vostro, nutrite ancora un immenso affetto materno nei

miei confronti.

 

Sento la vostra mancanza, madre. Vorrei condividere con voi questo periodo così felice della mia

vita e soprattutto mi sarebbe piaciuto avervi al mio fianco, giorno dopo giorno, nella crescita della

piccola Eloise. Dovreste vederla com’è cresciuta! A volte scorgo nelle sue espressioni il vostro

sguardo. E’forte  e ambiziosa come voi. Vi conosce perchè io le parlo ogni giorno di voi. Oh, madre,

perchè tutto quest’odio? Perchè arrivare al punto di rinnegarmi? Qual è stata la mia colpa se non

quella di aver dato ascolto al cuore? E tale può essere considerata una colpa? L’amore non si

comanda, madre, e il mio è vero amore! Isaac è un bravo ragazzo, si è sempre dimostrato rispettoso

nei confronti della nostra famiglia, è un gran lavoratore e soprattutto ama me ed Eloise. Vi prego

madre, non distruggete così la nostra famiglia. Aprite il vostro cuore e fate spazio a tutti noi. Con

infinito e devoto affetto, vostra figlia Miriam”

“Signora!! Ma cosa fate? No! Perchè stracciate la lettera?”

“Mia cara Audette, non ti azzardare a raccogliere quei pezzi di carta da terra!! Piuttosto, preparami

foglio a calamaio, mentre io mi rilasso un attimo a raccogliere le idee.”

“Sì Signora, preparo subito, Signora”

“Vero amore, il mio sguardo, non mi porta rancore, puah! Ma chi si crede di essere? Impertinente e

viziata ragazzina! Ora ti sistemo io! Perchè sotto sotto lo sappiamo entrambe che cosa vuoi…Vuoi

solo il mio denaro da sprecare con quel poveraccio là che ti sei scelta come compagno. Beh, non

avrai niente, niente di niente, né tu, né lui, né vostra figlia!!”

“Ecco Signora, è tutto pronto, foglio e calamaio”

“Bene cara Audette, adesso so cosa fare. Rimani qui mentre scrivo”

“Sì Signora”

Pensiero di Audette: “Come si fa a rinnegare la propria figlia e a rimanere impassibili dopo aver

letto le sue righe? Io proprio non la capisco. Dovrebbe gioire che sua figlia è felice ed essere fiera di

avere una nipote in salute che le somiglia. Tutte queste “etichette”, questi matrimoni di

convenienza tra ricchi e intellettuali, proprio non li capisco. Sua figlia ha vissuto la vera storia

d’amore quella che qualsiasi donna vorrebbe avere, me compresa. Ah, cosa darei per avere anch’io

un amante sincero e romantico. Un uomo che mi facesse le serenate e mi riempisse il balcone di

fiori!! E chissà, magari è là, da qualche parte che mi aspetta. Se solo dovessi incontrarlo lascerei

tutto, fuggirei con lui subito, attraverserei l’oceano assieme a lui e scavalcherei le montagne. Oh!

Dove sei? Perchè non vieni subito a portarmi via?

“Audette!! Audette!! Per l’amor di Dio Audette! Mi ascolti?! Audette!!!”

“Cosa? Eh?.. Oh Signora, mi scusi, chiedo venia, mi sono distratta.”

“Distratta? E per che cosa?”

“Un passero, Signora, un bellissimo passero dai colori cerulei che ha spiccato or ora il volo”

“Per l’amor del cielo Audette! Ci mancava il passero dai colori cerulei! Orsù, prendi questa busta e

assicurati che la riceva il notaio”

“Il notaio, Signora??”

“Sì Audette, colui che di “vero amore” è il vero e unico intenditore.”

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