LA pietra nera

LA pietra nera

Suona la campanella, la ricreazione è terminata e gli allievi devono tornare nelle loro classi.
Alma è piuttosto turbata. Il suo migliore amico custodisce un segreto che non le ha mai confidato.
“Accidenti, oggi sembra che lo facciano apposta” esclama Alma scocciata dall’interruzione.
“Non ti preoccupare Alma. Se per te va bene, possiamo vederci questo pomeriggio” la consola Kevin.
“D’accordo, ti aspetto a casa mia dopo la scuola” conclude Alma che frettolosamente si appresta a rientrare in classe.
Viaggio spaziale, pietra, nella testa di Alma appaiono mille immagini e situazioni. La fantasia cavalca i suoi pensieri. Non c’è modo di rimanere attenti in classe. E’ impaziente di vedere Kevin per sapere cos’è successo. E se avesse a che fare con ciò che è accaduto a lei? Forse anche lui ha attraversato un portale che lo ha poi condotto nello spazio?
Finite le lezioni, Alma prende la sua bici e pedala velocissima verso casa.
Arrivata a casa, va a salutare suo padre che sta lavorando: “Sono tornata papà. Come stai?” chiede.
“Bene, bene Alma. Com’è andata a scuola?”
“Abbastanza bene. Oggi abbiamo avuto matematica. Sai che a me non piace tanto. Non vedo l’ora di continuare storia e geografia. Abbiamo studiato i castelli della nostra zona. Sai che ho scoperto di avere una grande passione per il Medio Evo?”
“Ah, davvero? E come mai? Sarà per via di tutti i viaggi fatti assieme e di tutti i castelli che abbiamo visitato in giro per l’Europa” deduce suo padre.
“Può darsi, ma la mia è una sensazione di,.. come si dice quando hai la sensazione di essere già stato in un posto?”
“Déjà vue” risponde prontamente il papà
“Ecco sì, dejà vue. Io sono sicura di essere già vissuta in quell’epoca.” afferma Alma
“Vorresti dire che hai vissuto altre vite prima di questa?” chiede un po’ scosso suo padre
“Certo che sì, papà. Anche tu, di sicuro.”
“Oh mio Dio, ci mancava solo questa!” esclama Stefano .Sai, conoscevo una persona che credeva di aver vissuto tante vite diverse” esclama il padre e continua “Tua nonna Gilda”.
Alma sgrana gli occhi e suo padre continua dicendo: “La nonna Gilda credeva nella reincarnazione e diceva di avere il potere di parlare coi morti. Ricordo che da piccolo vedevo accorrere persone da tutto il quartiere per entrare in contatto con i loro cari defunti attraverso i “poteri” di mia mamma. Ero convinto facesse finta, anche se in più di un’occasione capitava che non si sentisse bene e svenisse”
Alma allora esclama: “Ma certo che era vero, papà? Come puoi pensare che non lo fosse? Credi che la nonna fingesse e dicesse solo bugie a tutte quelle persone e a te?!”
Alma si sente strana, il suo cuore batte velocemente, ma non vuole che suo padre se ne accorga. Con apparente indifferenza trova una scusa per andare in camera sua.
“Scusa papà, ma ora devo andare a finire i compiti per domani. Ah, ho chiesto a Kevin di fare un salto a casa nostra, va bene?” chiede Alma
“Certo, certo. Va pure. Quando arriverà gli aprirò io”
Alma sente l’irrefrenabile bisogno di scrivere . Ci sono troppi fatti strani, troppe coincidenze. Ha bisogno di capire. Nella sua testa appaiono le immagini del suo migliore amico vestito da astronauta e di sua nonna circondata da candele e sfere di cristallo.
Giunta in camera, si sdraia a pancia in giù sul suo letto e inizia a scrivere sul diario.
Poco dopo suonano al citofono. E’ Kevin. Stefano gli apre e lo invita a salire in camera di sua figlia.
Kevin bussa:” Ciao Alma, posso entrare?”
“Entra Kev” lo invita Alma e continua “Vieni, siediti dove vuoi e racconta. Voglio sapere tutto nei minimi dettagli”
Kevin si siede alla scrivania di Alma e, prima di iniziare, ha come l’impressione di essere osservato. Volge la testa verso il divanetto barocco sopra cui sono seduti i peluches di Alma e nota subito l’elefantino Hudda. Dopodiché inizia a raccontare: “Dunque, un pomeriggio dell’estate scorsa mi trovavo in camera mia. Avevo appena finito di esercitarmi al pianoforte e ho sentito il bisogno di sdraiarmi un momento sul letto. Subito dopo essermi sdraiato, tutto intorno a me ha incominciato a girare vorticosamente. Non capivo se ero io a girare o se era la stanza a girare intorno a me. Poi d’un tratto tutto si è fermato e una luce bianca mista a tantissimi pixel colorati mi ha illuminato. Stavo così bene. Mi sentivo leggero e felice. Poco dopo questa luce è come se mi avesse assorbito e trasportato altrove. Non ricordo bene dove. Ricordo solo un lungo corridoio forse all’interno di una astronave; ricordo che mi stavo preparando per una battaglia e c’eri anche tu. Poi più niente. Tutto è finito all’improvviso e mi sono svegliato con questa pietra in mano”. Kevin tende la mano verso Alma e, schiudendola le mostra una pietra. E’ liscia, nera e a forma di piramide.
Alma percepisce una forte attrazione verso quell’oggetto e chiede con occhi ipnotizzati: “Che cos’è?”
“Si chiama Shungite, è un minerale organico, significa che è formato da carbonio, per la precisione carbonio-60. Ma la cosa più incredibile è che questo minerale contiene tutti gli elementi naturali della tavola di Mendeleev” risponde Kevin, da sempre appassionato di chimica.
“Praticamente qui dentro ci sono tutti gli elementi chimici presenti sulla Terra. Inoltre è in grado di condurre elettricità. In molti pensano provenga da un meteorite o da un asteroide. A me lo hanno dato” spiega Kevin.
“Chi te lo ha dato?” domanda Alma
“Non lo so, ma vorrei scoprirlo.”
Alma vorrebbe tenere in mano il minerale, ma Kevin glielo proibisce, dicendo che sarebbe troppo pericoloso.
“E perché dovrebbe essere pericoloso?” insiste Alma
“Sento che potrebbero accadere delle cose poco piacevoli”
“Insomma, dopo quasi un anno , decidi di raccontarmi questa storia incredibile e ora non posso nemmeno toccare questa pietra. E allora perché me lo hai raccontato?” incalza Alma.
“Credo ci sia un collegamento tra ciò che è accaduto a me e ciò che hai visto tu ieri sera” spiega Kevin.
Anche lei ha quest’impressione e racconta a Kevin di aver scoperto che sua nonna era una medium. Poi lui le chiede se la casa in cui abita appartenesse una volta a sua nonna.
Alma risponde annuendo. E se la nonna avesse saputo dell’esistenza del portale?
Suo padre custodisce dei preziosi album fotografici con tutte le foto della sua famiglia.
Vorrebbe prenderne uno in cui fosse ritratta la nonna all’interno della casa.
Stefano tiene numerate in maniera quasi maniacale le sue fotografie. Quando ha tempo, specialmente in tarda serata e fino a notte fonda si rilassa e si diverte a sistemare tutte le foto in grandi album . Ogni album è numerato e segnato in un’agendina che Alma corre a prendere dallo studio di suo padre.
“Hai bisogno di qualcosa Alma?” chiede Stefano a sua figlia vedendola rovistare tra gli album fotografici
“No no papà. E’ solo che Kevin mi ha chiesto quanto è vecchia la nostra casa e così ho pensato di fargli vedere delle foto di quando ci abitava la nonna”
“Allora prova a prendere il numero tredici. Lì dovrebbero esserci delle foto della nonna in giardino dove si vede tutta la casa” suggerisce il padre.
“Fantastico! Proprio quello cercavo. Grazie papino!” esclama Alma, stampando un enorme bacio sulla testa grande e pelata di suo padre.
Alma torna nella sua stanza con l’album e inizia a sfogliarlo assieme a Kevin.
Si imbattono in una foto in bianco e nero in cui è ritratta Gilda davanti al muro di pietre del giardino. Entrambi gli amici osservano nei minimi dettagli la foto. Ma non vi trovano nulla di strano. Alma allora continua a girare le pagine dell’album finché il suo sguardo viene rapito da una foto particolare che inquadra un dipinto. Il quadro ritrae sua nonna nelle vesti di regina. Le sue mani sorreggono un castello in miniatura. In fondo al quadro vi è una scritta. Sembra la firma dell’autore e sotto una frase quasi illeggibile. Alma afferra la lente d’ingrandimento appoggiata sulla sua scrivania e legge ad alta voce: SISTI IMPETUM ANIMI .
Una folata di vento apre la portafinestra. Sul divanetto dei peluches gli occhi del falco Horus si illuminano inaspettatamente di viola.

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