EVENING, OLD FLORENCE

EVENING, OLD FLORENCE

Tatiana Yablonskaya, 1973

 Da piccola dicevo sempre a mia nonna: “Babuska, un giorno andrò a Firenze a studiare le “Belle Arti” e diventerò un critico d’arte d’eccellenza; presiederò alle più importanti mostre di quadri e conoscerò artisti di tutto il mondo”… Povera Babuska, lei mi ascoltava con i suoi occhi pieni d’amore ceruleo, avvolta nel suo batik e si limitava a sorridere, marcando ancora di più le sue profonde rughe segnate dall’ “aratro” della vita passata a lavorare nei campi.
Ed eccomi qua, a Firenze, ad ammirare il calare della sera sulla cattedrale di Santa Maria del Fiore e a criticare la mia vita….altro che quadri!
Da quando sono arrivata in questo paese ogni giorno si è rivelato essere una lotta continua per la sopravvivenza, ma soprattutto una lotta per la dignità personale. Vengo da una famiglia di contadini che mi hanno insegnato il valore del lavoro, ma anche l’importanza dell’onestà e del rispetto verso sé stessi e gli altri. Detesto i compromessi perché mi obbligano a rinunciare ad una buona fetta della mia autostima, ma ho dovuto abituarmici, a volte salendo per poi ricadere per poi risalire.
Ho fatto tanti lavori: cameriera, baby-sitter, badante, ma ho sempre cercato di migliorarmi e di conservare quella curiosità che tanto mi caratterizzava fin da piccola.
Attualmente sto seguendo, presso una casa di riposo, un corso per diventare OSS (operatore socio sanitario). Una volta bastava essere straniera e un po’ robusta per trovare lavoro come badante; oggi le famiglie vogliono più professionalità (nonostante di soldi non ce ne siano un gran che). Fin’ora sono stata fortunata perché ho sempre avuto a che fare con gente seria, che mi ha sempre pagata. Grazie a queste famiglie ora non vivo più in una stanza affittata, ma posso permettermi un monolocale; è piccolissimo, mansardato, d’estate il sole picchia sfacciatamente, ma ha un enorme pregio.. possiede un quadro bellissimo. Non sarò diventata un’artista come sognavo ma il mio piccolissimo appartamento è arredato con uno dei quadri più belli al mondo.

Sto parlando della mia finestra; ogni volta che la apro assisto ad uno degli spettacoli più belli di tutta la mia giornata, il tramonto sulla vecchia Firenze. Non saprei spiegare il gioco, o meglio, la magia di luci che penetrano nella città; è qualcosa di soprannaturale che avvolge ogni singola casa, rendendo il tutto omogeneo e per qualche istante eterno. E io sono lì, appoggiata al davanzale ad assistere a questo istante di eternità e di richiamo ascendentale e vorrei tuffarmici dentro, non cosciente del fatto che pure io ne faccio parte.
La mia finestra è il mio quadro preferito e ogni giorno, alle diverse ore della giornata mi trasmette emozioni uniche.
A volte sto lì e mi guardo attorno, oppure allungo lo sguardo all’orizzonte, osservo ogni singola casa e persona e mi immagino lì da qualche altra parte a presentare qualche mostra o a bere un aperitivo con un pittore famoso. Poi guardo il cielo; penso agli occhi cerulei di babuska, al suo sorriso compiaciuto ed infine torno, guardo i bordi del davanzale e penso al mio sogno da bambina, ai compromessi, ai sacrifici, alle soddisfazioni, un vero capolavoro di emozioni.. e mi rendo conto improvvisamente di esserne l’unico e incomparabile artista.

 

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