LES QUAIS PRES NOTRE DAME

LES QUAIS PRES NOTRE DAME

Georges Stein vers 1910-1915

Louise è appena uscita dalla cattedrale di Notre Dame accompagnata da diversi pensieri.
“Questi tacchi sono davvero scomodi! Ma come diavolo fanno alcune donne? Dover sprecare parte delle proprie energie quotidiane per rimanere in equilibrio come al circo è davvero assurdo. Ma d’altronde questa esistenza cosa non è se non proprio un circo? Per di più devo stare attenta a non scivolare visto che ha terminato di piovere da poco. Fortuna che durante il temporale mi trovavo all’interno della cattedrale. Victor mi aveva assicurato che avrei trovato delle fonti d’ispirazione interessanti all’interno della maestosa chiesa. Non nego che la chiesa sia instancabilmente affascinante da vedere e rivedere ogni volta, ma ciò che cercavo oggi non era un gradevole giro turistico bensì delle risposte al personaggio di Esmeralda di cui mi ha tanto parlato Victor. Speravo di riuscire ad accedere alle segrete grazie a questo mio abito borghese e invece mi è stato negato l’ingresso. Necessito di maggiori informazioni riguardo ad Esmeralda. In questo momento di cambiamento della mia vita ho bisogno di dettagli, ma è stato solo tempo sprecato.
Questo è un tempo storico, politico e sociale di enorme rilevanza specie per le donne. Dobbiamo ricominciare a camminare a testa alta, far valere i nostri diritti, non farci umiliare e combattere i soprusi che abbiamo subito per troppo tempo. Ho tanti progetti in testa, le donne ormai mi conoscono, sanno che possono contare su di me specie dopo la lotta contro la prostituzione hanno capito di che pasta sono fatta. Io non mollo mai. Combatterò fino alla morte, continuerò a scrivere, fonderò giornali, aprirò scuole e orfanotrofi laici. Mai e poi mai mi farò schiacciare dal sistema; mai e poi mai mi arrenderò. Mai alzerò la bandiera bianca di colui che smette di lottare, né la bandiera rossa bagnata del sangue dei nostri soldati; inalbererò la bandiera nera del lutto dei nostri morti e delle nostre illusioni.
Sono nata per cambiare il mondo, e lo farò a costo di dover indossare questi corpetti stretti e queste scarpe scomode e dovermi macchiare di rossetto per ingannare in maniera futile questa società superficiale.
Cosa faccio? Prendo la carrozza o continuo a piedi? E’ sempre un piacere percorrere quai de Montebello. Nonostante la mia goffa andatura e il timore di cadere, avere qui a fianco Notre Dame mi dà un senso di protezione; forse per la sua imponenza o forse perché si è schiarito il cielo  torno volentieri a casa a piedi.

Ne vendono di cose sulla quai de Montebello; ora che ci penso vorrei portare dei fiori a Madame Voillier. E’ sempre stata così gentile con me.”
“Bonjour Madame, desidera comprare dei fiori? Ho delle splendide ortensie rosa”
Ecco quello che cercavo : “Bonjour Mademoiselle, ma che fiori meravigliosi! Sì certo, ne prenderò una piantina. E ditemi qual è il vostro nome?”
“Mi chiamo Victorine, madame”
“Victorine?!?”
“Sì, madame”
Victorine!… No, non può essere. Probabilmente tutta l’energia impiegata a stare in equilibrio su queste dannate scarpe mi sta facendo perdere il senno.
“Oh, ma che adorabile nome! E ditemi, i vostri genitori sono di Parigi?”
“Sì madame”
La famiglia a cui l’ho data in affido è di Parigi ma non ricordo con esattezza di cosa si occupassero.
Il suo sorriso però è assai familiare.
“Mia cara, vendere fiori è la vostra occupazione principale?”
“Sì madame. Ahimè la mia famiglia non può permettersi di darmi un’istruzione elevata”
“Oh, ma questo è un gran peccato! Si percepisce dal vostro sguardo che siete dotata di grande intelligenza e intuizione. Sarebbe un grande sbaglio privare il nostro paese dei servigi di una persona con tale dono. Vi prego di accompagnarmi dai vostri genitori Victorine. Vorrei parlare loro di un paio di cose tra cui il vostro prestigioso futuro. Guardate dietro di voi mia cara. Potete ammirare una delle cattedrali più imponenti e maestose d’Europa. E voi siete qui a fare da cornice a questa meraviglia vendendo fiori. Nulla da obiettare in proposito, ma posso chiedervi quante volte siete entrata a Notre Dame?”
“Oh beh, ecco, credo un paio di volte madame. Non vi offendete, mi dovete scusare, ma io non prego molto”
“Cara Victorine, ma non si tratta di pregare o meno. Voi dovete entrare a Notre Dame per ammirare, per conoscere, per stupirvi. Dovete cogliere i dettagli architettonici, scoprire le opere scultoree e studiare cosa ha portato l’essere umano a creare una tale magnifica opera memorabile.
Solo così facendo capirete chi siete, da dove venite e dove volete andare. Sapete, c’è una storia molto bella ambientata a Notre Dame. L’ha scritta un mio carissimo amico che forse un giorno conoscerete anche voi. La storia si svolge nel 1482 e ha per protagonisti Quasimodo, gobbo campanaro della cattedrale, la bellissima zingara Esmeralda e il malvagio arcidiacono Frollo.”
“Che strano madame, la storia da voi appena descritta non mi è nuova. Tempo fa passò di qui un distinto signore, se non erro si presentò dicendo di chiamarsi Victor, e mi chiese anche lui se fossi mai entrata a Notre Dame. Poi mi raccontò la storia di Quasimodo e di tutti gli altri personaggi che avete appena citato. Finito il racconto acquistò tutti i miei fiori e mi disse di portarli nella cattedrale. Infine mi guardò a lungo e se ne andò”
Louise sorrise alla ragazzina e prima di incamminarsi con lei si voltò verso la cattedrale pensando a quanto la vita potesse essere perfetta e arcana degna del miglior romanzo scritto in quell’epoca.

 

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